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	<title>Ceanne McKee - Sweet folkrock from Italy</title>
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		<title>Recensione su Meno Stress Journal</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 08:28:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell’immaginario collettivo “la cameretta” è il luogo deputato ai sogni, alle fantasie e ai più disparati progetti. Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ci si è immerso sperando di potervi tirar fuori dalle pareti chissà quali prodigi o illuminazioni. Deve averla pensata così anche Chiara Ragnini, in arte Ceanne McKee, giovanissima cantautrice genovese [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=171&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’immaginario collettivo “la cameretta” è il luogo deputato ai sogni, alle fantasie e ai più disparati progetti. Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ci si è immerso sperando di potervi tirar fuori dalle pareti chissà quali prodigi o illuminazioni. Deve averla pensata così anche Chiara Ragnini, in arte Ceanne McKee, giovanissima cantautrice genovese che, con tenacia e creatività, si è rinchiusa nella sua cameretta-studio (Home Recording Studio) per dare vita alle dieci tracce che compongono la sua prima fatica: “Wonderland”. Tenacia e creatività – dicevo – ma non solo. Non vi faccia cadere in inganno la sua giovanissima età: Chiara ha un “pedigree” di tutto rispetto! Nata e cresciuta nella città dei cantautori, la Ragnini ha respirato musica sin dalla tenera età.</p>
<p>Durante il suo percorso artistico, costellato di premi e partecipazioni ad importanti concorsi, Chiara ha avuto modo di collaborare con illustri nomi della scena musicale genovese. Per esigenze di spazio mi limito a citarne tre: 1) Bob Callero, celebre bassista della scena progressive rock degli anni ’70, con trascorsi negli “Osage Tribe”, nei “Duello Madre” e nel supergruppo “Il Volo”; 2) Marco Canepa, pianista, compositore e arrangiatore dalle eccelse collaborazioni (New Trolls, Branduardi, Celentano, Zucchero, ecc.); 3) Dado Sezzi, percussionista al servizio di Gaber, “Bambi Fossati &amp; Garybaldi” e “Picchio dal Pozzo”. (Scusate se è poco!) Ora capirete bene che la metamorfosi di Chiara Ragnini in Ceanne McKee altro non è che la presa di coscienza del raggiungimento di una credibile (ed invidiabile) maturazione artistica, confermata da “Wonderland”. L’album, autoprodotto, è interamente composto, suonato, arrangiato, cantato, registrato e missato in lo-fi mode da Ceanne McKee tra l’Aprile e il Giugno 2008.</p>
<p>“All My Pleasure” apre le danze. Bossa Nova che porta a battere il piedino e che propone un’ottima intesa tra voce, chitarra ed un pianoforte decisamente jazz. L’essenzialità stilistica di “Quello che ho” è figlia dei migliori esempi del cantautorato femminile italico. Sarebbe fin troppo facile scomodare nomi del calibro di Cristina Donà. Va detto però che Chiara segue un registro tutto suo, personalissimo ed efficace, riuscendo a coinvolgere ed emozionare sin dal primo ascolto. La sua maggiore abilità sta nel riuscire a coniugare qualità e semplicità (cosa non facile!). “La Nostra Canzone” è sicuramente la traccia più intima dell’intero lavoro. Un brano pop, valido e ben strutturato. All’essenziale accompagnamento strumentale fa da contraltare un testo straordinario. Veramente un ottimo brano.</p>
<p>“All I Have” è un delicato brano che tuttavia vanta un maggior apporto strumentale. “Estate” svela il lato più mediterraneo di Chiara/Ceanne. Melodie che “tradiscono”, con orgoglio, l’inevitabile influsso della tradizione musicale italica. “On My Own” e la successiva “Good Morning Everybody” sono due ottime ballate che farebbero la fortuna di blasonate cantautrici d’oltreoceano (un nome su tutti: Alanis Morissette). “Against The Sun” è un classico pop/rock con venature folk. “Every Lie”, brano più ritmato e dal facile ascolto, scorre veloce alzando i toni pacati dell’intero album. “She” è senza dubbio il brano che più avvicina Ceanne McKee alle delicate ed algide armonie di Emiliana Torrini. La sua voce si fa musica creando scenari da brividi. Il modo migliore per congedarsi dagli ascoltatori.</p>
<p>“Wonderland” all’ascolto risulta un lavoro dalla doppia anima: una calda e ritmata come solo la cultura latina sa esprimere, in bilico tra melodie mediterranee e ritmiche latino/brasiliane; l’altra votata più alla scena pop internazionale e all’easy listening angloamericano. Risulta difficile descrivere a parole la freschezza e la bellezza di questo lavoro, che sfugge ad ogni facile catalogazione. Si spazia dal jazz di Rossana Casale alla Bossa Nova tanto cara alla Vanoni, dal pop/rock di Paola Turci e Cristina Donà al pop/ folk di Suzanne Vega ed Emiliana Torrini.</p>
<p>“Wonderland” rappresenta comunque una solida base di partenza per una giovane artista che merita l’attenzione degli “addetti ai lavori”. Non va dimenticato, infatti, che trattasi di lavoro autoprodotto(!!!). Non oso immaginare cosa avrebbe potuto tirar fuori Chiara se si fosse avvalsa del supporto di qualche suo amico musicista.</p>
<p>P.S. – Resto del parere che, per un volto solare e simpatico come quello della nostra, il nome Chiara Ragnini risulti decisamente più “musicale”.</p>
<p>di Antonio Menichella</p>
<p><a href='http://ceannemckee.wordpress.com/?attachment_id=170' rel='attachment wp-att-170'>10_MENOSTRESS-journal</a></p>
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		<title>Recensione su Stereoinvaders.com</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 08:25:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dietro l&#8217;esotico nome di Ceanne McKee si cela una giovane artista genovese, Chiara Ragnini, che ci offre questo &#8220;Wonderland&#8221; come biglietto di presentazione del suo talento, uno di quei biglietti che si conservano con cura nel taschino della giacca, sperando che il felice incontro possa ripetersi ancora in futuro. E&#8217; abbastanza semplice descrivere la musica [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=169&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dietro l&#8217;esotico nome di Ceanne McKee si cela una giovane artista genovese, Chiara Ragnini, che ci offre questo &#8220;Wonderland&#8221; come biglietto di presentazione del suo talento, uno di quei biglietti che si conservano con cura nel taschino della giacca, sperando che il felice incontro possa ripetersi ancora in futuro.</p>
<p>E&#8217; abbastanza semplice descrivere la musica di &#8220;Wonderland&#8221;: una ragazza e la sua chitarra; la voce è sempre la sua, le tastiere anche, così come le sporadiche percussioni che compaiono nelle dieci canzoni del disco. Musica cantautoriale, quella con la quale in fondo siamo cresciuti un po&#8217; tutti e che Chiara ripropone con un proprio stile attingendo da tradizioni diverse, un po&#8217; Joan Baez un po&#8217; Alanis Morrisette ma con un occhio di riguardo anche per le ritmiche dal sapore latino e cimentandosi sia in italiano sia in inglese.</p>
<p>&#8220;Wonderland&#8221; è un lavoro eccellente, dotato di quella freschezza tipica dei debutti ma, grazie al gusto dei semplici (ma ottimi) arrangiamenti, nient&#8217;affatto acerbo: questa mezz&#8217;ora passata in compagnia delle melodie di quest&#8217;album scorre via fin troppo in fretta, lasciando una bella sensazione di &#8220;soddisfazione&#8221; e la voglia di gustarsi almeno un&#8217;altra volta splendidi brani come &#8220;Estate&#8221; o &#8220;She&#8221;. Chiara riesce nell&#8217;impresa di risultare orecchiabile senza essere banale, e la sua voce energica ma anche molto dolce è perfetta per interpretare i ritornelli che lei stessa ha concepito e che, volenti o nolenti, riescono ad incunearsi maliziosamente nella testa dell&#8217;ascoltatore.</p>
<p>Semplicemente delizioso, Ceanne McKee è già pronta per farsi conoscere ad un pubblico ben più ampio di quello che ha avuto la fortuna di ascoltarla in una delle sue numerose esibizioni dal vivo: mi auguro di cuore che dietro ad una delle tante scrivanie del potere ci sia qualcuno in grado di accorgersi di questo talento cristallino.</p>
<p>Voto: 8<br />
<a href="http://www.stereoinvaders.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;catid=3:underground&amp;id=1578:Ceanne-McKee-Wonderland&amp;Itemid=16"><br />
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		<title>Intervista sul Corriere Mercantile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:59:48 +0000</pubDate>
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		<title>Intervista su Conosceregenova.it</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:58:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ceanne (Chiara) si presenta ai lettori di Conoscere Genova in una breve intervista che ha concesso al nostro Direttore Francesco Ristori. Raccontaci un po&#8217; di te. Un saluto anzitutto a tutti i lettori del portale Conoscere Genova. Amo poco parlare direttamente di me, spesso preferisco siano la musica e le note a farlo al mio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=160&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ceanne (Chiara) si presenta ai lettori di Conoscere Genova in una breve intervista che ha concesso al nostro Direttore Francesco Ristori.</p>
<p><strong>Raccontaci un po&#8217; di te. </strong></p>
<p>Un saluto anzitutto a tutti i lettori del portale Conoscere Genova. Amo poco parlare direttamente di me, spesso preferisco siano la musica e le note a farlo al mio posto. Posso dirvi, però, come mi sento in questo intenso periodo della mia vita: felice, piena di idee, così tante che ho difficoltà a tenerle a bada tutte insieme e ad ordinarle; in una sola parola: viva. Amo la musica, i colori, le sfumature che solo con essa si riescono a cogliere e fra le mie più grandi ambizioni vi è quella di riuscire a trasmettere attraverso la mia voce e la chitarra anche solo una parte delle emozioni che mi porto dentro. Che siano esse di gioia, di dolore, che siano sorrisi o lacrime, non importa: vorrei arrivare al cuore di più persone possibili e vorrei farlo mettendomi in gioco, uscendo allo scoperto, attraverso le mie canzoni.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è la musica per te?</strong></p>
<p>La musica è una componente fondamentale della mia vita. Mi accompagna sin da quando ero piccola e giocavo sui tasti della prima pianola giocattolo che mi fu regalata (la ricordo ancora oggi: era piccola, azzurra e con l&#8217;immagine della Rana dei Muppets disegnata sopra!). E&#8217; una valvola di sfogo, una via di uscita, un&#8217;amica e confindente, un mezzo ed un fine per raccontarmi agli altri.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi rapporti con gli altri artisti di Genova?</strong></p>
<p>Di rispetto e stima reciproca. Mettersi in gioco musicalmente non è semplice e bisogna rimboccarsi le maniche sempre e comunque, per dare sempre il meglio di sè, accettando critiche e mille difficoltà. E&#8217; un rapporto che coltivo da parecchi anni ormai e con molta umiltà sento di poter dire di conoscerli davvero quasi tutti, dai più giovani ai più &#8220;anziani&#8221;. Genova è una città ricchissima sotto questo aspetto e, per molte ragioni, sottovalutata e non abbastanza valorizzata.</p>
<p><strong>I più famosi sono i Buio Pesto, cosa ne pensi di loro?</strong></p>
<p>Sono validi musicisti, in gamba e molto professionali.</p>
<p><strong>Del cantare in dialetto in generale cosa ne pensi?</strong></p>
<p>Credo che la tradizione musicale dialettale genovese vada curata e tenuta in vita nel tempo. Insieme alla canzone napoletana, è forse l&#8217;unica che ha ottenuto riscontri a livello &#8220;popolare&#8221;, riuscendo a restare impressa nei cuori della gente. Mi viene in mente, a questo proposito, la nostra Franca Lai, pioniera della canzone genovese, nonchè persona squisita.</p>
<p><strong>Sanremo prima di questa edizione sembrava in crisi, ora forse sembra che si sia un po&#8217; ripreso. Un tuo giudizio sul festival della Musica Italiana?</strong></p>
<p>Indubbiamente una buona vetrina per gli artisti già affermati e un&#8217;arma a doppio taglio per gli emergenti. Purtroppo, ai giorni nostri, ciò che risulta difficile non è tanto l&#8217;avere successo di per sè, quanto mantenere la visibilità acquisita ed utilizzarla per mostrare il proprio talento. Ho seguito di sfuggita l&#8217;edizione del Festival di quest&#8217;anno e ho apprezzato la freschezza della coppia Bonilis-Laurenti, nonchè il maggiore spazio riservato alle nuove proposte.</p>
<p><strong>Un consiglio per coloro i quali vogliono intraprendere una carriera artistica in campo musicale?</strong></p>
<p>Per la poca esperienza che sento di avere acquisito, mi sento di consigliare ai &#8220;nuovi arrivati&#8221; poche ma semplici cose: darsi da fare, sempre e comunque, ed essere professionali in tutto ciò che si fa. E avere sempre tanta tanta umiltà.</p>
<p>Francesco Ristori</p>
<p><a href="http://www.conosceregenova.it/portale/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=385%3Aceanne-mckee-in-concerto-al-kitchen-mon-amour&amp;catid=50%3Aeventi-musicali&amp;Itemid=102&amp;limitstart=1">http://www.conosceregenova.it/portale/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=385%3Aceanne-mckee-in-concerto-al-kitchen-mon-amour&amp;catid=50%3Aeventi-musicali&amp;Itemid=102&amp;limitstart=1</a></p>
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		<title>Intervista su Noizeitalia.com</title>
		<link>http://ceannemckee.wordpress.com/2009/04/29/intervista-su-noizeitaliacom/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ceannemckee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao, grazie per aver scelto NOIZE, presentati! Grazie a voi! Sono Chiara Ragnini e vado a presentarvi Il mio alter ego artistico: Ceanne McKee. Sono una giovane cantautrice genovese, amante del mare e dei suoi sapori e degli strumenti a corda in generale. Che genere proponi o a quali sonorità fai riferimento? La musica che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=158&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ciao, grazie per aver scelto NOIZE, presentati!</strong></p>
<p>Grazie a voi! Sono Chiara Ragnini e vado a presentarvi Il mio alter ego artistico: Ceanne McKee. Sono una giovane cantautrice genovese, amante del mare e dei suoi sapori e degli strumenti a corda in generale.</p>
<p><strong>Che genere proponi o a quali sonorità fai riferimento?</strong></p>
<p>La musica che propongo è un connubio fra canzone d&#8217;autore e pop, senza tralasciare un pizzico di rock, che non guasta mai. Adoro le accordature aperte, lo strumming sulla chitarra e produrre sonorità intense con pochi e semplici strumenti.</p>
<p><strong>Come mai hai scelto questo nome?</strong></p>
<p>Originariamente Ceanne era il nome che avevo dato alla mia prima chitarra acustica. Mi piaceva così tanto il suono di questo nome che decisi di adottarlo come nome d&#8217;arte.</p>
<p><strong>Che lingua hai scelto per la tua proposta musicale? E perchè? </strong></p>
<p>Ho scelto di cantare principalmente in inglese, lingua che conosco bene e che trovo musicalmente più adattabile alle sonorità da me proposte. Non disdegno però il cantato in italiano: indubbiamente più complessa la stesura dei testi in lingua madre, riesce però a darmi grandi soddisfazioni quando trovo le parole giuste per vestire una canzone.</p>
<p><strong>Parlaci della realizzazione del vostro lavoro</strong></p>
<p>Il mio primo lavoro autoprodotto si intitola Wonderland: sono dieci tracce, in bilico fra l&#8217;inglese e l&#8217;italiano, che riassumono il percorso artistico dei miei ultimi anni. Il lavoro è stato realizzato nel mio piccolo home studio, interamente da me: ho curato personalmente arrangiamenti, missaggio e quant&#8217;altro, compreso il layout grafico del disco. Per questo motivo, non aspettatevi una qualità audio particolarmente elevata <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Segnalaci il tuosito internet, il tuo recapito ed eventuali servizi dal vostro sito</strong></p>
<p>Potete trovarmi su www.myspace.com/ceannemckee: da questa pagina potete ascoltare alcuni miei brani e avere un&#8217;idea precisa della musica che propongo.</p>
<p><strong>Cosa ne pensi del panorama underground-alternative italiano?</strong></p>
<p>Che avrebbe davvero bisogno di essere valorizzato e curato dai grossi canali di comunicazione.</p>
<p><strong>Ultimo messaggio per NOIZE</strong></p>
<p>Grazie dello spazio concesso: un caro saluto a tutti i vostri lettori da una caldissima Genova <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.noizeitalia.com/noize2006/index.asp?pag=underground2&amp;id=92">http://www.noizeitalia.com/noize2006/index.asp?pag=underground2&amp;id=92</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ceannemckee.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ceannemckee.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ceannemckee.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ceannemckee.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ceannemckee.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ceannemckee.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ceannemckee.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ceannemckee.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ceannemckee.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ceannemckee.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ceannemckee.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ceannemckee.wordpress.com/158/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ceannemckee.wordpress.com/158/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ceannemckee.wordpress.com/158/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=158&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Intervista su Saltinaria.it</title>
		<link>http://ceannemckee.wordpress.com/2009/04/29/intervista-su-saltinariait/</link>
		<comments>http://ceannemckee.wordpress.com/2009/04/29/intervista-su-saltinariait/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ceannemckee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[ceanne]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio allegrini]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[mckee]]></category>
		<category><![CDATA[saltinaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiara Ragnini, in arte Ceanne McKee risponde sincera. La musica come espressione di sé, come piacere condiviso. La giovane cantautrice genovese parla col cuore e lancia messaggi chiari e decisi a chi impara ad ascoltarla. Ci parla anche del suo ultimo disco “Wonderland”. Il tuo primo ricordo musicale. Che “domandona” a bruciapelo! I dischi dei Beatles. Mio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=154&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiara Ragnini, in arte Ceanne McKee risponde sincera. La musica come espressione di sé, come piacere condiviso. La giovane cantautrice genovese parla col cuore e lancia messaggi chiari e decisi a chi impara ad ascoltarla. Ci parla anche del suo ultimo disco “Wonderland”.</p>
<p><strong>Il tuo primo ricordo musicale.</strong></p>
<p>Che “domandona” a bruciapelo! I dischi dei Beatles. Mio padre ne aveva un sacco e me li faceva ascoltare in continuazione. Da “Help” a “Ticket to Ride”, conoscevo le loro canzoni sin da piccina. Un bel ricordo, senza dubbio.</p>
<p><strong>Perchè lo pseudonimo “Ceanne McKee”?</strong></p>
<p>È il nome che diedi anni fa alla mia prima chitarra acustica. Personalmente lo trovo molto musicale, orecchiabile. Scivola via facilmente. Inoltre, musicalmente parlando, non amo molto il mio nome (Chiara Ragnini ha troppe allitterazioni, troppe erre), pertanto sentivo l&#8217;esigenza, anche per il genere che suono, di trovare un nome un pochino più internazionale, diciamo così. Il cognome suona molto irlandese ed uno dei miei sogni è sempre stato quello di visitare in maniera più approfondita quei luoghi. Posso considerarlo un omaggio alla terra d&#8217;Irlanda e alla sua musica.</p>
<p><strong>Da dove viene la tua musica? Ti svegli di notte o cosa? O assomiglia più a una luce che improvvisamente si accende?</strong></p>
<p>È un processo strano, le idee arrivano quando meno me l&#8217;aspetto. Solitamente sento una forte voglia di suonare, un desiderio che nasce da dentro, come quando si ha voglia di una persona o di cioccolata: prendo la chitarra o mi siedo al piano ed inizio a suonare, a canticchiare, magari con testi finti, giusto per tirare fuori una prima idea e bozza di quello che poi sarà, nella maggior parte dei casi, un pezzo più completo e costruito in maniera più precisa. Le idee solitamente nascono di giorno, però, niente sogni premonitori o cose strane!</p>
<p><strong>Ami in modo particolare i suoni acustici oppure la scelta di registrare riducendo al minimo l&#8217;impatto strumentale è dovuto più che altro ad esigenze pratiche?</strong></p>
<p>Adoro i suoni acustici, minimali ed essenziali. La scelta di registrare, come dici tu, riducendo al minimo l&#8217;impatto strumentale è in parte voluta ed in parte dovuta al fatto che ho suonato ed arrangiato tutto da sola, pertanto ammetto che oltre un certo numero di idee non sono riuscita ad andare, anche a livello fisico (suono soltanto chitarra e piano, gli altri strumenti li suonicchio con molta ispirazione e poca tecnica, purtroppo).</p>
<p><strong>Perchè autoprodursi?</strong></p>
<p>Perchè è la via, per me attualmente, più semplice per mettere in concreto le mie idee, senza perderle e conservandole, anche se in uno stato più o meno embrionale. E perchè è il modo più rapido, se non si ha una produzione più o meno buona e professionale alle spalle, per avere un riscontro sulle proprie creazioni e composizioni.</p>
<p><strong>Denominatore comune dei tuoi testi è questo continuo senso di abbandono e malinconia alternato a fasi di riscatto personale piuttosto risolute. C&#8217;è sicuramente una componente autobiografica in tutto questo oppure no?</strong></p>
<p>C&#8217;è assolutamente una componente autobiografica. Tutti i brani racchiudono una parte di me, un periodo felice o meno felice della mia vita. Non è facile naturalmente parlare di sé in modo così personale e la musica è un mezzo intimo ed allo stesso tempo protettivo per raccontarmi e, in un certo senso, sfogarmi. Lo vivo come una sorta di auto-psicanalisi – ma non prendetemi per pazza! Qualcuno, in una recente recensione della mia demo, ha affermato che i miei testi parlano tutti di “cuore, amore, etc”. Colgo l&#8217;occasione per affermare, invece, che non è affatto così: le canzoni “d&#8217;amore” in senso stretto sono soltanto tre (“All my pleasure”, “Estate”, “La nostra canzone”), mentre tutte le altre raffigurano scorci del mio passato raccontati spesso in terza persona. Sono piccole storie, come giustamente hai colto, di abbandoni, malinconia, riscatti, di amicizia e gioia (come, ad esempio, “Good Morning Everybody”, che racconta di una ragazza finalmente in pace con se stessa, decisa a seguire i suoi istinti ed alimentare le proprie idee, a discapito di tutte le persone che non credono in lei e che non l&#8217;hanno mai capita né supportata). Che di tutto parlano, insomma, tranne che di amore.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è il brano a cui ti senti più legata?</strong></p>
<p>Il brano cui mi sento più legata, a livello affettivo, è quello che chiude la demo e si intitola “She”: è un brano scritto moltissimi anni fa, portato per le prime volte sui palchi genovesi con la mia prima formazione, i Nemesys. Un periodo splendido, di cui mi porto dietro un bellissimo ricordo. Parla di una ragazza che decide di scappare di casa per conoscere il mondo ma che in realtà sta soltanto scappando da se stessa (She, daughter of the world, She, feeling all alone). Si ritrova così da sola, per scoprire, poi, che la vera felicità non si raggiunge fuggendo dai problemi e dalle difficoltà, bensì affrontandole e superandole.</p>
<p><strong>Se posso farti un complimento, o almeno spero che lo sia, hai una voce molto radiofonica, “commerciale” se vogliamo essere brutali. Per te è un limite o effettivamente può rappresentare una risorsa in più?</strong></p>
<p>Ti ringrazio molto, lo prendo sì come un complimento! Diciamo che sì, credo possa essere un punto a mio favore, in un certo senso.</p>
<p><strong>Possibile che tu non abbia ancora destato l’ interesse di qualche produttore?</strong></p>
<p>In realtà ho lavorato con una produzione genovese per tre anni, dal 2003 al 2006. Un&#8217;esperienza che mi ha formato positivamente, facendomi crescere musicalmente ed artisticamente, conclusasi poi per incompatibilità di idee, diciamo così. Le persone con cui ho lavorato mi hanno dato molto e mi sono trovata davvero bene, soprattutto dal punto di vista umano. Purtroppo, però, il “prodotto” che volevano creare esulava da ciò che volevo essere come cantautrice.</p>
<p><strong>Hai mai pensato di cercarti un&#8217;etichetta?</strong></p>
<p>Mi ricollego alla domanda precedente: dopo l&#8217;esperienza di due anni fa, attualmente sono un tantino disillusa nei confronti della discografia italiana, è un ambiente che non mi piace particolarmente. Quello del musicista è un mestiere difficile e attualmente in Italia vi sono talmente tanti “artisti” che emergere sul serio è davvero complesso, a meno di adattarsi a certe politiche di mercato e discografiche che personalmente non condivido. Se fino a qualche anno fa sarei anche stata disposta a rinunciare alla mia vera identità musicale pur di diventare “famosa”, ho col tempo capito che invece è un dono al quale nessuno deve mai rinunciare, nemmeno in cambio di una visibilità che, in ogni caso, è destinata ad estinguersi nel giro di qualche tempo. La mia idea è che chi scrive musica debba continuare a farlo il più possibile, non importa se si emergerà o meno: la propria creatività va alimentata e coltivata, indipendentemente da tutto e da tutti. E poi l&#8217;importante è divertirsi ed essere felici. E questo mi basta.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi riferimenti musicali più importanti?</strong></p>
<p>Artiste come Alanis Morrissette, Joan Osborne, Tori Amos, Joni Mitchell hanno influenzato molto il mio modo di comporre. In generale, mi sento molto vicina ad un cantautorato pop acustico anglosassone e d&#8217;oltremanica, che apprezzo da anni e che ammetto possa risultare, alle orecchie di molti, non poco commerciale. Negli ultimi anni i miei riferimenti si sono in parte spostati verso certe sonorità latine e jazzate: fra gli artisti di riferimento, mi sono sentita, e sento tuttora, piacevolmente attratta da musicisti quali Antonio Carlos Jobim e Cesaria Evora.</p>
<p><strong>E tu come ti reputi come musicista?</strong></p>
<p>Pessima! No, scherzo. Avrei potuto approfondire maggiormente la materia, a livello di tecnica e teoria, in passato. Certo, non è mai troppo tardi.. Sono molto critica nei miei confronti, da questo punto di vista: non mi ritengo né scarsa né un genio, diciamo così.</p>
<p><strong>Se potessi scegliere, con chi ti sarebbe piaciuto o ti piacerebbe suonare?</strong></p>
<p>I miei sogni nel cassetto? Aprire un concerto di Vinicio Capossela e avere l&#8217;onore di condividere una serata insieme a lui. E non so cosa darei per suonare, anche solo per pochi minuti, su un palco assieme agli Elio e Le Storie Tese, fra i miei artisti preferiti nonché grandissimi musicisti e compositori. Sarebbe davvero un onore.</p>
<p><strong>Cosa pensi della musica italiana di oggi?</strong></p>
<p>Che dovrebbe essere più musica e meno prodotto da vendere.</p>
<p><strong>Sei cosciente del fatto che nel nostro paese, a differenza di altri, dischi come i tuoi autoprodotti (come di altri con etichetta) non hanno effettivamente mercato? A chi o a cosa pensi che sia dovuto tutto questo?</strong></p>
<p>Al fatto che la discografia italiana non vuole investire in un ricambio generazionale ed artistico che si distacchi dai prodotti di maggior impatto economico sul mercato. In parole povere, è rischioso investire dei soldi in musica che non sia commerciale e commerciabile, in quanto essa non garantisce per forza un riscontro monetario adeguato a coprire le spese che una promozione massiccia e continua (come quella che viene fatta su prodotti considerati più o meno a colpo sicuro, vedi la ragazza di X-Factor, Giusy Ferreri) comporta. E&#8217; più facile invece proporre un prodotto similare ad uno che ha già “venduto” o che si è sicuri vada a coprire un target di fruitori massiccio (la cosa di per sé non sarebbe male, in fondo la musica pop – popolare – è quella che dovrebbe arrivare ai più, a tutti): male che vada, un guadagno ci sarà comunque.</p>
<p><strong>Mi piacerebbe sapere come vivi la tua esperienza sul palco?</strong></p>
<p>Con grande emozione e gioia. È splendido riuscire a creare un legame con il pubblico che ti ascolta e quando questo accade lascia una sensazione molto difficile da descrivere, di appagamento e soddisfazione. È bello riuscire a trasmettere le mie sensazioni al pubblico, lasciarmi conoscere, anche solo per poco.</p>
<p><strong>Canti più per il pubblico o per te stessa?</strong></p>
<p>Per me stessa e per chi abbia voglia di scoprirmi.</p>
<p><strong>Quanto punta in alto Ceanne?</strong></p>
<p>Non in altissimo, lo ammetto. Come dicevo prima, sono consapevole di quanto sia difficile fare della musica un mestiere. Punto a non lasciarmi mai prosciugare della mia creatività e a continuare ad alimentarla.</p>
<p><strong>E se qualcuno ti dicesse che non ce la farai mai?</strong></p>
<p>Risponderei che riuscire a trasmettere la gioia che provo suonando e componendo, attraverso le mie canzoni, lo considero il traguardo più importante di tutti. Questo, per me, significa farcela e mi sembra, più o meno, di esserci riuscita.</p>
<p><strong>Un consiglio a chi come te sta cercando di emergere.</strong></p>
<p>Studiare tanto e non smettere mai di credere in se stessi. E se non si emergerà, continuare a suonare e a comporre in ogni caso. Fa bene al cuore, lo garantisco!</p>
<p><strong>È stato un vero piacere scambiare quattro chiacchiere. Ti auguro di migliorarti sempre di più perchè lo meriti, e anche perchè &#8220;Wonderland&#8221; l&#8217;ho letteralmente consumato a forza di ascoltarlo, quindi, come il più accanito dei fans non mi resta che aspettare con ansia l&#8217;uscita del tuo prossimo lavoro.</strong></p>
<p>Grazie a te, il piacere è stato mio!</p>
<p>Fabrizio Allegrini</p>
<p><a href="http://www.saltinaria.it/interviste/musica/915-ceanne-mckee-intervista.html">http://www.saltinaria.it/interviste/musica/915-ceanne-mckee-intervista.html</a></p>
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		<item>
		<title>Intervista su Estatica.it</title>
		<link>http://ceannemckee.wordpress.com/2009/04/29/intervista-su-estaticait/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ceannemckee</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chiara Ragnini, in arte Ceanne McKee ha appena fatto uscire il suo primo cd autoprodotto, acustico. E&#8217; inoltre la fondatrice di Genovatune, un portale musicale consultabile su Internet e dedicato alla sua città, Genova. Approfittiamone per scoprire qualcosa in più di entrambi i progetti. &#8220;Ceanne McKee&#8221; Perchè hai deciso di adottare un nome d&#8217;arte? La [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=151&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiara Ragnini, in arte Ceanne McKee ha appena fatto uscire il suo primo cd autoprodotto, acustico. E&#8217; inoltre la fondatrice di Genovatune, un portale musicale consultabile su Internet e dedicato alla sua città, Genova.<br />
Approfittiamone per scoprire qualcosa in più di entrambi i progetti.</p>
<p><strong>&#8220;Ceanne McKee&#8221;</strong></p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Perchè hai deciso di adottare un nome d&#8217;arte?  La scelta di Ceanne McKee ha un significato particolare?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">E&#8217; una domanda che mi viene spesso rivolta e, dopo aver abbozzato un sorriso &#8211; in questo caso virtuale &#8211; la mia risposta è quasi sempre la medesima: Ceanne McKee è un nome d&#8217;arte molto musicale, principalmente l&#8217;ho scelto per questo, perchè &#8220;suona bene&#8221;. E perchè, in realtà, l&#8217;abbinamento nome-cognome, nel mio caso, non è dei migliori (ChiaraRagnini: troppe alliterazioni, per i miei gusti!).<br />
Ceanne, inoltre, è il nome che diedi alla mia prima chitarra e da allora me lo porto dietro come un portafortuna.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Ti sei avvicinata alla musica fin da piccola&#8230; E&#8217; dipeso dalla passione di qualche tuo familiare, oppure è un amore innato?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">Indubbiamente la mia famiglia ha avuto un ruolo rilevante in tutto questo: sin da piccina i miei genitori mi hanno educata all&#8217;arte in tutte le sue forme, sopratutto pittura ed architettura. La musica è venuta subito dopo, grazie ai vinili di mio padre e delle mie nonne, appassionate di musica. All&#8217;età di cinque anni mi regalarono la mia prima pianola e fu subito amore a prima vista (il secondo è naturalmente la chitarra!): passavo le mie giornate a riprodurre filastrocche e canzoncine per bambini, ad orecchio. In generale, sono sempre stata attratta da note e colori e ringrazio i miei parenti per avermi spinto ad approfondire la materia.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Che musica ascolti? Quali sono i tuoi dischi preferiti?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">Ultimamente sono affamata di novità: cerco sempre di approfondire ed alimentare la mia cultura musicale, accorgendomi sempre più spesso di quanta sia la bella musica in giro e che non passi necessariamente su MTV ed affini. Ascolto di tutto un po&#8217;, ultimamente folk britannico ed elettronica, e mi sento attratta soprattutto da sonorità d&#8217;oltremanica.<br />
Fra i miei dischi preferiti: Ovunque Proteggi, di <strong>Vinicio Capossela</strong>, artista al quale mi sento molto legata; fra le uscite più recenti adoro <strong>Il teatro degli Orrori</strong>, i <strong>Ghost in the Water</strong> e <strong>Rachel Unthank and the Winterset</strong>: tutti artisti molto distanti fra loro, sia come genere che come sonorità, ma che riescono a farmi venire i brividi ogni volta che li ascolto.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Il tuo album d&#8217;esordio è cantato parte in inglese e parte in italiano. Come ti rapporti con la diversità tra le due lingue? In base a cosa decidi di scrivere un brano in una lingua piuttosto che nell&#8217;altra?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">La scelta di cantare un brano in una lingua piuttosto che in un&#8217;altra dipende molto dal brano in sè. Ci sono canzoni che nascono in inglese ed altre in italiano, spesso in base alla musicalità delle melodie e all&#8217;atmosfera che ne scaturisce in seguito ad un primo arrangiamento.<br />
Personalmente, mi sto impegnando per comporre principalmente in italiano: l&#8217;inglese è una scorciatoia interessante e che dona ritmo e scorrevolezza ad una canzone, ma è pur sempre una scorciatoia. Riuscire a scrivere nella nostra lingua è un processo difficile ed impegnativo, per questo spesso evitato da molti artisti emergenti (io mi inserisco nella lista nera!), ma indubbiamente molto più gratificante, qualora si riesca nell&#8217;intento.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Sono assolutamente d&#8217;accordo sull&#8217;importanza di scrivere brani in italiano!<br />
Trovo i tuoi testi molto positivi e ottimisti. Corrispondono con il tuo modo d&#8217;essere, con il tuo particolare periodo di vita, oppure sono le sensazioni che a prescindere da tutto il mondo reale preferisci donare nelle tue canzoni?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">I brani contenuti in Wonderland appartengono, per la maggior parte, ai miei ultimi mesi di vita vissuta, mesi felici, solari e ricchi di gioia. Quindi si, rispecchiano il mio modo d&#8217;essere, una sorta di freschezza che mi porto dietro da sempre e che ultimamente si è risvegliata come da un lungo torpore. Altri brani, invece, suonano più malinconici e anche essi sono stati scritti viaggiando in parallelo con periodi della mia vita differenti fra loro.<br />
Ogni canzone racchiude in sè una parte di me: è un modo interessante per scoprirmi piano piano ed espormi a chi mi ascolta.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Hai registrato tutti i brani da sola nel tuo Home Recording: a cosa si deve questa scelta?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">A due motivi: pigrizia e mancanza di un budget consistente!<br />
Molti hanno criticato questa mia scelta, ma personalmente avevo fretta di incidere questi pezzi per non lasciarli fuggire via. Così ho acquistato una scheda audio ed un microfono ed ho iniziato a registrare, ad arrangiare, a dare vita alle mie idee.<br />
Non credo ci sia nulla di male in questa scelta: d&#8217;altronde, pur sempre di un provino si tratta e le idee e gli spunti sono ben visibili anche mediante una qualità di registrazione non particolarmente elevata.<br />
Da alcuni questo mio approccio è stato percepito quasi come una sfida &#8211; ovvero il voler fare le cose da sola a tutti i costi &#8211; ma non è affatto così: ho preferito dare vita a composizioni che fossero del tutto mie, al 100%, senza manipolazioni esterne di terze persone, che magari non conoscessero bene la mia persona ed il mio modo d&#8217;essere.<br />
Per me comporre e cantare è soprattutto una passione, un modo bellissimo per stimolare la mia creatività e raccontarmi a chi voglia darmi ascolto.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Ci racconti qualche segreto tecnico del tuo studio? Come procedi nella registrazione dei pezzi? Esegui la registrazione con il PC? Che programmi utilizzi?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">Registro tutto con il mio PC fisso, utilizzando una scheda audio Creative ed un microfono Shure.<br />
La registrazione di un pezzo parte solitamente con una traccia semplice di chitarra ritmica, alla quale aggiungo piano piano gli altri strumenti: chitarra solista, piano, archi, percussioni. Procedo quindi con gli arrangiamenti, aggiungendo colore a quanto registrato sino a quel momento.<br />
Infine, registro la voce principale e le seconde voci, quindi procedo al missaggio.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Quali sono le esperienze live che ti hanno dato maggiori soddisfazioni?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">Ne segnalo una in particolare: una serata molto intima svoltasi presso la <strong>Vigna del Mar</strong> di Genova, curata dall&#8217;Associazione Culturale Volumìa, fresca e giovane realtà culturale della scena genovese, durante la quale ho presentato, per la prima volta, i pezzi del mio primo lavoro autoprodotto in formazione live semi-completa, con percussioni e tastiere al mio fianco. L&#8217;atmosfera, quella sera, si era fatta dolce e coinvolgente e si era creato un bellissimo rapporto artista-pubblico: in sostanza, ho avuto molto feedback dagli spettatori e questo mi ha reso davvero felice.</p>
<p><strong>&#8220;Genovatune&#8221; (<a href="http://www.genovatune.net/" target="_blank">www.genovatune.net</a>)</strong></p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Quando è iniziato il progetto Genovatune? Sei partita da sola o con l&#8217;aiuto di altre persone?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">Genovatune nacque nel 2003, da una prima idea e da poche e semplici paginette html &#8211; all&#8217;epoca ero ancora una novellina della programmazione!<br />
Inizialmente mi trovai da sola a portare avanti l&#8217;idea di costruire un punto di riferimento per tutti coloro che facessero musica a Genova, in particolare i più giovani, e che al contempo fornisse spunti e informazioni utili ai semplici ascoltatori di musica della città.<br />
Piano piano al mio fianco si sono aggiunti amici e conoscenti e via via sono stati reclutati gli attuali redattori, alcuni dei quali sono divenuti poi membri associati della neonata Associazione Culturale Genovatune.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Quali sono le difficoltà maggiori che hai incontrato?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">Sicuramente l&#8217;aver costruito fisicamente da sola l&#8217;intero portale ed adattarlo, di anno in anno, alla grande quantità di contenuti che Genovatune ha dovuto piano piano imparare a gestire e sostenere.<br />
Grazie anche al percorso di studi che ho deciso di intraprendere (Informatica presso il DISI di Genova) sono però riuscita ad approfondire, molto volentieri, la materia (programmazione web e design) e, alla fine, benchè onerosa in termini di tempo, la costruzione del portale si è rivelata una divertentissima avventura.</p>
<p>In secundis, una sorta di indifferenza di fondo da parte delle cosiddette &#8220;Istituzioni&#8221; della mia città: basti pensare che progetti simili in città non molto più grandi di Genova sono stati ampiamente sostenuti, anche a livello mediatico, da Comune e Provincia.<br />
Qui da noi è abitudine, purtroppo, guardare con diffidenza ed indifferenza i progetti sviluppati dai giovani, o, perlomeno, non con il dovuto interesse.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Quanto tempo hai dedicato inizialmente al progetto e quanto ne dedichi ora?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">Inizialmente tanto. Davvero tanto.<br />
Attualmente sto completando gli studi specialistici in Informatica ed il tempo scarseggia; per fortuna trovo ancora la voglia e la passione di portare avanti questo progetto &#8211; benchè mi piacerebbe poter scrivere recensioni tutte le settimane come una volta..<br />
Ora mi occupo principalmente degli aggiornamenti del portale e della sezione Artisti, rispondendo alle numerosissime email che arrivano settimanalmente nelle nostre caselle di posta, e dei vari myspace che gestiamo in rete.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Qual&#8217;è la sezione del sito che è più consultata dai visitatori?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">La sezione più attiva fra tutte è il forum, frequentato soprattutto da musicisti, addetti ai lavori o semplici appassionati di musica. Sono davvero felice che si sia creata un&#8217;importante community, anche se per lo più virtuale, all&#8217;interno della quale sia possibile parlare della musica in città e, perchè no, anche dei numerosi problemi che il capoluogo ligure presenta per tutti coloro sotto i 30 anni di età.</p>
<p class="domandaIntervista"><strong>Il sito è giunto ad una versione &#8220;stabile&#8221; o ci saranno delle novità?</strong></p>
<p class="rispostaIntervista">Attualmente la versione può essere considerata stabile, soprattuto per quanto riguarda la grafica e la struttura delle singole pagine (tecnicamente parlando).<br />
A livello di contenuti stiamo lavorando allo sviluppo di un paio di nuove sezioni, ma per il momento preferisco lasciarvi col fiato sospeso.</p>
<p><a href="http://www.estatica.it/musica.php?azione=intervisteGruppo&amp;artista=ceanne-mc-kee">http://www.estatica.it/musica.php?azione=intervisteGruppo&amp;artista=ceanne-mc-kee</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ceannemckee.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ceannemckee.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ceannemckee.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ceannemckee.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ceannemckee.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ceannemckee.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ceannemckee.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ceannemckee.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ceannemckee.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ceannemckee.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ceannemckee.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ceannemckee.wordpress.com/151/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ceannemckee.wordpress.com/151/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ceannemckee.wordpress.com/151/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=151&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intervista su Soundvillage.it</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ceannemckee</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[ceanne]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<description><![CDATA[Chiara Ragnini (in arte Ceanne McKee), nata a Genova nella primavera del 1983, è una cantautrice cresciuta a fianco di numerosi grandi artisti che le hanno insegnato a suonare i principali strumenti di cui lei tuttora fa uso nelle sue canzoni autoprodotte. E&#8217; anche cantante dei suoi brani e il portale della musica è orgoglioso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=149&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiara Ragnini (in arte Ceanne McKee), nata a Genova nella primavera del 1983, è una cantautrice cresciuta a fianco di numerosi grandi artisti che le hanno insegnato a suonare i principali strumenti di cui lei tuttora fa uso nelle sue canzoni autoprodotte.<br />
E&#8217; anche cantante dei suoi brani e il portale della musica è orgoglioso di presentarvela attraverso questa bellissima intervista.</p>
<p><strong>Ciao Chiara, benvenuta sulle pagine del nostro portale www.soundvillage.it. Abbiamo avuto l’occasione di sentire il tuo primo album “Wonderland” da te autoprodotto. Si tratta di 10 tracce cantate sia in italiano che in inglese. Quale tra queste canzoni è la tua preferita?</strong><br />
Ciao a tutti e grazie anzitutto dello spazio!<br />
E&#8217; una domanda complessa, in quanto, personalmente, mi sento affezionata e legata ad ognuna delle canzoni presenti nel disco. Se dovessi sceglierne una in particolare, direi Estate: la prima bozza del pezzo nacque due anni fa, una sera d&#8217;agosto, appena tornata a casa dopo un mio live a Camogli, nella riviera ligure. Pensierosa mi chiesi quanto fosse bello il cielo d&#8217;estate e quanto mi si stringesse il cuore ogni volta che alzavo gli occhi al blu. E, avvicinatami al piano, Estate prese piano piano forma man mano che le mie dita scorrevano sulla tastiera. Questa primavera decisi di riprendere il brano e di riarrangiarlo e la versione che potete ascoltare in Wonderland è ciò che più si avvicina alla mia idea di canzone d&#8217;amore, melanconica e avvolgente al punto giusto &#8211; senza scadere nel banale.</p>
<p><strong>Nonostante tu sia di origini italiane, come mai hai scelto un nome d’arte straniero? Da cosa deriva questa scelta?</strong><br />
E&#8217; una scelta mirata, in quanto, all&#8217;inizio del mio percorso compositivo tutti i brani che componevo inevitabilmente venivano cantati in inglese. Da piccola ho sempre fantasticato su cosa sarebbe accaduto se fossi nata in Inghilterra o negli Stati Uniti e sono tuttora convinta che, in un&#8217;altra vita, probabilmente sia vissuta a metà strada fra l&#8217;Irlanda e la Scozia &#8211; non chiedetemi perchè, a quella domanda non potrei rispondere!<br />
Pertanto, la scelta di un nome d&#8217;arte di per sè deriva dal fatto che non mi piace assolutamente l&#8217;assonanza &#8211; o dissonanza, dipende dai punti di vista &#8211; provocata dall&#8217;unione del mio nome e cognome reali (ChiaraRagnini). Ceanne era il nome dato alla mia prima chitarra acustica (una Yamaha color mogano). McKee è un cognome che mi sballa tantissimo &#8211; se mi concedete il termine <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8211; ed ha origini scozzesi.<br />
In conclusione? Anche se a molti non piace, Ceanne McKee è per me il nome perfetto per un alterego artistico.</p>
<p><strong>Sei cresciuta artisticamente con grandi cantautori e musicisti, quali tra essi ritieni che abbiano maggiormente messo in risalto le tue qualità?</strong><br />
Indubbiamente Vinicio Capossela fra tutti. Ha influenzato molto la mia visione della musica &#8211; soprattutto italiana &#8211; e mi ha stimolato un sacco nell&#8217;approfondimento di culture e suoni che prima conoscevo davvero poco.<br />
Ultimamente sto ascoltando artisti della scena elettronica internazionale &#8211; esulando, in un certo senso, dal contesto musicale in cui amo muovermi con la mia musica &#8211; e sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli che possano incuriosire la mia creatività. Paradossalmente, benchè sia nata in terra ligure, non mi sento particolarmente legata alla cosiddetta scena cantautorale genovese (per intenderci, quella sfilza di cantautori di nuova generazione di deandriana memoria). Il fatto di essere nata e cresciuta in una città come Genova ha sicuramente influenzato il mio modo di comporre e di esprimermi attraverso la musica, donando alle mie canzoni quella giusta dose di malinconia che si può assaporare anche passeggiando nei caruggi della mia città.</p>
<p><strong>Sei genovese e quindi vicinissima alla città dei fiori: Sanremo. Ti dice qualcosa questo nome?</strong><br />
Altrochè! Sanremo &#8211; non proprio vicinissima, è a due orette da qui <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  &#8211; è una città splendida, piccolina, sempre molto trafficata, spiagge bellissime nel circondario&#8230; a parte gli scherzi, so dove volete andare a parare..<br />
Sanremo &#8211; il Festival &#8211; è un carrozzone a mio avviso utile a due tipologie di entità: quelli che io chiamo gli artisti scomparsi, ovvero i &#8220;grandi&#8221; nomi della musica italiana caduti nel dimenticatoio per un motivo o per l&#8217;altro e che hanno bisogno di tornare sul grande schermo per riacquistare quel pizzico di notorietà, ormai affievolitasi, giusto in tempo per ri-vendere qualche disco e rimpolpare le tasche delle major con cui sono sotto contratto; gli artisti semi-emergenti (prendete questo semi con le pinze), ovvero nomi più o meno noti al grande pubblico e che grazie alla vetrina di Sanremo possono pubblicizzare i loro prodotti in una settimana concentratissima più di quanto non riuscirebbero a fare in due anni.<br />
Per entrambe queste categorie Sanremo è un vantaggio (vedi ad esempio Subsonica, Elioe Le Storie Tese, Elisa: tutti artisti sino a quel momento conosciuti ma non troppo e che riuscirono ad accaparrarsi una buonissima fetta di pubblico grazie al Festival); per gli emergenti veri, quelli sconosciuti, a mio avviso Sanremo è da evitare come la peste: si rischia solo di finire nel dimenticatoio e di certo, per loro, non è sufficiente una settimana intensa di interviste e recensioni per farsi conoscere davvero..<br />
In conclusione la vedo così: se un artista, in Italia, vale davvero qualcosa, ha davvero qualcosa da dire, ha le capacità necessarie per farlo e per conquistare il pubblico, non ha affatto bisogno di andare a Sanremo <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
<strong><br />
I tuoi testi diretti e mai banali, come citato nella tua biografia, sono capaci di provocare uno strano effetto di dipendenza. Io stesso ho in mente tuttora il ritornello di una tuo brano…. Ma dove trovi l’ispirazione per le tue canzoni?</strong><br />
Solitamente succede tutto molto all&#8217;improvviso: l&#8217;ispirazione può venirmi in un posto o in una situazione particolare (trovo, ad esempio, la campagna e la natura in generale molto stimolanti &#8211; più i prati del mare, comunque). Generalmente compongo meglio quando mi sento più tranquilla, quando non sono sotto stress da esami et similia.<br />
L&#8217;ispirazione è come l&#8217;amore: arriva quando non la cerchi e quando meno te l&#8217;aspetti.</p>
<p><strong>Parlaci del tuo portale Genovatune..</strong>.<br />
Sono molto orgogliosa di questa mia &#8220;creatura&#8221;, nata nel 2003 quasi per caso. La mia esigenza primaria, all&#8217;epoca, fu quella di creare un luogo, virtuale, di aggregazione di tutti coloro che facessero musica in città o che semplicemente amassero andare ai concerti, soprattutto degli artisti emergenti. Piano piano, grazie al supporto di molte altre persone, Genovatune è cresciuto ed è divenuto il punto di riferimento per tutti gli artisti della Liguria ed importante webzine nazionale. Con Genovatune ho sfogato l&#8217;altro mio lato creativo, quello più tecnologico di designer e programmatrice web. E mi sono divertita un sacco!<br />
Ma lascio ai lettori di Soundvillage.it la parola per dirmi cosa ne pensano al riguardo <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Sogni nel cassetto e progetti futuri per Ceanne McKee?</strong><br />
Fra i progetti futuri, quelli di suonare, suonare, suonare e suonare! Tanto, tantissimo, dal vivo. E produrre canzoni nuove, disegnare nuove copertine, divertirmi e divertire.<br />
Sogni nel cassetto? Riuscire ad arrivare dritta al cuore di più persone possibili. Sono una persona ambiziosa e testarda, ma anche realista. So bene quanto sia difficile riuscire ad emergere dal sottobosco artistico e poter vivere &#8211; economicamente &#8211; di musica.<br />
Quello che mi piacerebbe continuare a fare, e che tuttora sto facendo, è suonare, comporre, stimolare la mia creatività e non permettere a niente e nessuno di inaridirla e asciugarla. E, perchè no, trasmettere questa mia passione ai miei futuri eredi.<br />
Credo che tutto ciò sarebbe già un buon traguardo per Ceanne McKee.</p>
<p><a href="http://www.soundvillage.it/interviste/view.php?id=163">http://www.soundvillage.it/interviste/view.php?id=163</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ceannemckee.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ceannemckee.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ceannemckee.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ceannemckee.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ceannemckee.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ceannemckee.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ceannemckee.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ceannemckee.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ceannemckee.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ceannemckee.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ceannemckee.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ceannemckee.wordpress.com/149/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ceannemckee.wordpress.com/149/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ceannemckee.wordpress.com/149/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=149&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Intervista su Compost Zine</title>
		<link>http://ceannemckee.wordpress.com/2009/04/29/intervista-su-compost-zine/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ceannemckee</dc:creator>
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		<category><![CDATA[matteo casari]]></category>

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		<description><![CDATA[Darsi una mano invece che accoltellarsi alle spalle. Che bella idea. Incredibile come, invece, una sì tale brillante pensata non ci baleni in mente come imperativa necessità. Per fortuna ogni tanto a qualcuno viene in mente che, forse, investire delle energie in progetti di utilità comune può essere cosa buona e giusta, e fonte di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=147&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Darsi una mano invece che accoltellarsi alle spalle. Che bella idea. Incredibile come, invece, una sì tale brillante pensata non ci baleni in mente come imperativa necessità. Per fortuna ogni tanto a qualcuno viene in mente che, forse, investire delle energie in progetti di utilità comune può essere cosa buona e giusta, e fonte di promozione e salvezza.<br />
Chiara è una di quelle persone che, parallelamente ad un personale percorso musicale, hanno intrapreso l’impervia via di costituire un organismo attivo e propositivo. Il risultato è un portale, Genovatune che informa su tutti gli eventi in città e regione che hanno per tema principale la musica. Senza guardare in faccia a nessuno il sito veleggia oltre vette di visite inimmaginabili, tanto che è impossibile ormai pensare di parlare della città senza prima avervi fatto un giro. E non dimenticatevi il forum!</p>
<p><strong>Iniziamo subito con un po’ di biografia. quanti anni tu abbia non si può chiedere, ma quante cose hai combinato si. Parlaci un po’ del tuo percorso di musicista. Hai fatto tutta la trafila di insegnanti tra i più quotati in città e, al tempo stesso, ti sei trovata a confrontarti con il sostrato underground guidato da atteggiamenti opposti di intransigenza musicale. Un piccolo bilancio?</strong></p>
<p>Dai, sarò clemente e vi svelerò anche l’età! Classe 1983, fate due conti et voilà <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Se dovessi fare un bilancio di Chiara come musicista, potrei soltanto dire che non mi sento assolutamente arrivata da nessuna parte. Ho avuto esperienze con il mondo della discografia &#8211; poche e non del tutto buone &#8211; e ciò, dopo quasi tre anni, mi ha spinto ad abbandonare quella strada per tornare indietro sui miei passi: ho sentito l’immenso bisogno di ritrovare me stessa, la mia vera vena artistico-musicale, fatta di non troppo studio e tecnica ma di tanta, tantissima passione e voglia di creare e divertirmi. Come musicista, non ho particolari obiettivi al momento: essere serena, suonare e cantare ciò che sento davvero mio e riuscire a trasmettere le stesse emozioni al pubblico che mi ascolta. In tutto questo, ossia nella voglia di “purezza” e poche contaminazioni, diciamo così, mi è stato di grande aiuto potermi confrontare anche come persona con l’underground della nostra città: credo di aver finalmente capito che solo chi ha qualcosa da dire arriva davvero da qualche parte. Non sono sicura di avere molto da dire musicalmente, in questo momento, ma, personalmente, va bene così!</p>
<p><strong>Quando hai sentito la necessità, se tale è stata, di pensare in grande e, invece di promuovere semplicemente le tue doti suonando, hai deciso di fondare un portale musicale?</strong></p>
<p>Nel momento in cui ho scoperto di voler fare qualcosa di costruttivo per me e per chi, come me, aveva bisogno di un punto di riferimento in una città che sino a quel momento (inverno 2003) di punti non ne aveva mai offerti: volevo un luogo di incontro di tutte le realtà musicali della città, un posto in cui scambiarsi idee, pensieri, parole fra musicisti e semplici ascoltatori; un posto in cui sentirsi parte di un movimento, di un qualcosa di sotterraneo che aveva tutto il diritto di emergere in superficie e che da anni ribolliva sotto le strade di Genova. Più o meno, ce l’ho &#8211; ce l’abbiamo &#8211; fatta.</p>
<p><strong>Genovatune è nato già con questa idea di grande database di date e gruppi locali o il progetto iniziale era diverso?</strong></p>
<p>Inizialmente nacque solo con l’intento di raccogliere più informazioni possibili sugli eventi musicali e di dare spazio a tutti gli artisti della città: mi sembrava un’idea straordinaria avere un censimento di tutti, ma proprio tutti, i musicisti, gruppi e solisti di Genova. Volevo conoscerli tutti! E fare in modo che tutti si conoscessero fra loro. All’inizio ero da sola e Genovatune un piccolo sito con neanche una decina di pagine &#8211; inclusa quella dei contatti. Con il passare del tempo, il progetto cominciava ad incuriosire e aumentava sempre di più la quantità di artisti che volevano uno spazio al suo interno e di informazioni che mi venivano inviate, così da poterlo aggiornare quasi settimanalmente. Piano piano altre persone si sono unite ad esso: prima amici, poi volenterosi che sono diventati col tempo amici, ed oggi Genovatune è quella che potete vedere &#8211; un portale di rilevanza nazionale, da pochissimo divenuto Associazione Culturale. Credo di essere la dimostrazione vivente del fatto che se si crede in qualcosa, realizzarlo non è impossibile. Un pò come lo spot della Adidas : Impossible is Nothing.</p>
<p><strong>E’ interessante domandarsi quali siano le reazioni al tuo sito. A livello istituzionale? A livello di base dei gruppi? A livello di addetti ai lavori?</strong></p>
<p>Partiamo dai gruppi/artisti: spero ottima! Attualmente Genovatune conta 573 fra artisti e gruppi iscritti nel famoso censimento, provenienti da tutta la Liguria. Ho sempre il sentore, però, che, nonostante queste cifre &#8211; e le visite quotidiane di accesso al sito, molto elevate &#8211; gli artisti non colgano appieno l’importanza di un punto di aggregazione come questo. Mi riferisco al fatto che moltissimi artisti si iscrivono al portale, molti inviano il loro materiale per ottenere una recensione o intervista, pochi si iscrivono al forum, pochissimi partecipano alle discussioni. Ah, scusate: e moltissimi si fanno pubblicità sul forum <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Mi chiedo perchè: se avessi io ora l’età che avevo quando Genovatune venne al mondo, non vedrei l’ora di conoscere altri coetanei con la mia stessa passione &#8211; la Musica! In una città che non offre spazi per questo tipo di espressioni artistiche, un luogo anche virtuale di confronto ed incontro è una manna, secondo me. Ma molti non vogliono &#8211; o non sanno &#8211; sfruttarla ed utilizzarla a proprio vantaggio, non solo per farsi pubblicità. Ci tengo a sottolineare che il tutto è senza scopo di lucro: si, Genovatune è gratis. Tutto gratis. Anche noi, che scriviamo gli articoli. Quindi, perchè non approfittarne? A livello di addetti ai lavori: moltissimi frequentano il portale ed il forum e ciò è meraviglioso! Potersi confrontare con le realtà che operano musicalmente in città. Un’ottima occasione per chi fa musica e per altri addetti ai lavori, che possono incontrarsi e dialogare per cercare di risolvere insieme eventuali problemi. Livello istituzionale: so che qualche persona (soprattutto della stampa locale) frequenta il portale. Pochissimi anche il forum. Genovatune ha bisogno di più spazio e più consensi, in questo senso. Non solo a livello economico. Ma non preoccupatevi: ora che siamo Associazione, ci saranno molte sorprese.</p>
<p><strong>Graficamente, ebbi già a dirlo in passato, è un portale curatissimo; anche l’ultima versione di Genovatune mischia colori e chiarezza comunicativa. Ma, a livello di contenuti, come siamo messi?</strong></p>
<p>Molto bene! Anche se questo giudizio va lasciato ai nostri lettori <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  I contenuti prettamente informativi sono tantissimi, troppi. Trasbordano da ogni dove. Informazioni delle più varie, dal comunicato stampa del concerto del big di turno a quello degli emergenti; dalla scheda del locale a quella della scuola di musica; dalla scheda dell’artista e gruppo, e via dicendo. Fatevi un giro su Genovatune per scoprire tutte le sezioni che lo compongono. Vi è poi l’ampia parte redazionale, quella curata personalmente da me e i miei redattori: recensioni di dischi, sia liguri che internazionali (in Redazione arriva materiale anche da Giappone e Canada), recensioni di concerti, interviste agli artisti che suonano in città, articoli legati alla scena musicale genovese e alla cultura in città. Spendo una lancia in favore dei redattori e dei numerosi collaboratori che scrivono per Genovatune: si tratta di persone molto competenti, ciascune nel suo ambito, laureati e non, appassionati di musica e con grande spirito critico. I quali, come detto in precedenza, si prestano a tenere vivi i contenuti redazionali del portale a titolo assolutamente gratuito. Ed un appello ai lettori di Compost: se vi piace scrivere di musica e sentite di avere le competenze giuste per lanciarvi in questa impresa, Genovatune accoglie sempre a braccia aperte potenziali collaboratori. Scriveteci inviando uno scritto di vostra creazione &#8211; recensione di disco o di un concerto &#8211; indicando la vostra età, nome, cognome, indirizzo MSN e l’elenco dei generi per i quali vi sentite maggiormente competenti. Mandate tutto a redazione@genovatune.net e saremo lieti di potervi dare spazio.</p>
<p><strong>Occupandovi principalmente di una scena provinciale, per quanto di ampio respiro sul tutta la regione e non solo, non c’è il rischio reale di cantarsela e suonarsela da soli?</strong></p>
<p>Il rischio c’è: per questo da un anno a questa parte abbiamo deciso di ampliare lo spazio dedicato alle recensioni di dischi anche a lavori di respiro nazionale ed internazionale. Paradossalmente, ultimamente arriva più materiale da fuori Liguria che non dalla nostra regione. E’ vero che attualmente Genovatune agisce solo a livello regionale: chissà che un domani non si tenti un’espansione? TorinoTune, MilanoTune&#8230; MondoTune! A parte gli scherzi, Genovatune riesce a rispecchiare &#8211; non so e non voglio dirvi se in maniera fittizia o meno &#8211; una Genova diversa da quella che a molti appare superficialmente. Chi ci guarda da fuori e vede Genovatune intravede una vitalità ed una ricchezza di contenuti e di iniziative che spesso mi chiedo se esista realmente &#8211; o non sia solo uno specchio d’acqua alterato dai riflessi del sole. L’immagine che voglio dare all’esterno della mia città con questo progetto è, però, di una città viva &#8211; anche se lei stessa non lo sa: una città che stiamo tutti cercando di cambiare, di far crescere, di migliorare.</p>
<p><strong>Veniamo, quindi, a Genova. Come sta? Malata, moribonda, febbricitante, sveglia, reattiva, in gran salute? Qual’è il tuo punto di vista di musicista/organizzatrice/promotrice?</strong></p>
<p>Eccoci al punto dolente <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Genova è una città strana. Ne parlavo giusto un paio di giorni fa con amici e conoscenti. Non voglio ricadere nella solita spirale infernale dei mugugni (“Genova è una città di vecchi”, “Non c’è mai niente da fare”, “Mancano gli spazi”, e così via), perciò sarò breve. Genova non è una città in gran salute, in generale. Non solo per quanto riguarda i giovani e la musica. Trovo che la nostra città pecchi spesso di presunzione. E’ come se a Genova andassero bene le cose così come sono. Che non ci fosse voglia di migliorarsi, di evolversi, di essere produttivi e costruttivi. Penso subito a Milano &#8211; la stracitata Milano &#8211; dove l’aria che respiri, oltre che ad avere uno strano retrogusto acidognolo, frutto delle polveri sottili e dello smog, è però pervasa di quel senso di progresso e voglia di fare che qui a Genova manca. A Genova come da altre parti, sia chiaro. E questo strampalato discorso vale per tutte le cose &#8211; per la musica, per il lavoro, per i trasporti pubblici. Manca la volontà di rischiare e mettersi in gioco per un possibile miglioramento della situazione. C’è da dire che negli anni la situazione si è evoluta &#8211; più del previsto. Sono nate diverse realtà (noi, Disorderdrama, Metrodora, e molte altre) che piano piano hanno unito le forze, nel loro piccolo, e sono riuscite a dare una svegliata al torpore generale che aleggiava sino ad una decina di anni fa. Con l’avvento di internet e dei nuovi media c’è spazio per tutti e molti riescono a sfruttarlo adeguatamente: parlo del nuovo modo di promuovere le serate, gli eventi, di dare spazio a voci che altrimenti sarebbero rimaste nell’ombra. Penso a myspace, a quanti contatti abbiamo stretto in maniera molto più facile rispetto a prima. I genovesi, forse, piano piano stanno cambiando, la notte bianca di ieri sera ne è l’esempio: tutta la città è rimasta in giro per le strade e le piazze sino all’alba, ad ascoltare musica e a divertirsi. Genova ha bisogno di eventi collettivi per smuovere gli animi: non solo di “grandi concerti”, ma di occasioni di aggregazione, artistica e culturale. Forse sono solo parole al vento, ma non credo che ora come ora l’apertura di un Rolling Stone o un Alcatraz basterebbe a migliorare la situazione musicale in città. Ciò che va fatto è educare le persone, farle uscire di casa, metterle in condizione di non poter più dire “Ah, ma io non lo sapevo che..”. Questo, naturalmente, non possiamo farlo da soli. Ci vuole il supporto e l’unione sì delle piccole grandi realtà cittadine, ma soprattutto delle Istituzioni e dei Media. In questo senso, il Secolo XIX ci sta supportando molto, ma non è ancora abbastanza. Oltre alla carta stampata, c’è bisogno dell’aiuto di tutto il resto: radio e televisioni, fra tutte.</p>
<p><strong>Hai a che fare con tutti, ma proprio tutti, gli operatori musicali e culturali cittadini. Vuoi provare a trarre qualche deduzione dalle logiche che li muovono? Grazie a Inferno siete passati dall’altra parte della barricata, impressioni?</strong></p>
<p>Mah, azzarderei a dire che la logica è quella del “tirare avanti”. La logica del “e anche oggi ce l’abbiamo fatta”. Come ho detto prima, anche in questo senso ci vorrebbe più voglia di rischiare. Di mettersi in gioco. Di investire. Tempo e denaro. A Milano ed altrove come hanno fatto? Così. Investendo e rischiando. Naturalmente dipende in cosa investi: bisogna avere delle idee e svilupparle, idee sensate e fruttifere. Io credo nel ricambio generazionale. Può darsi che fra dieci o vent’anni gli operatori del settore raccolgano dove altri hanno seminato e la situazione cambi. Speriamo.</p>
<p><strong>Si parla sempre di media deviati. Nel senso che hanno tutti intrapreso una strada che, purtroppo spesso, corre parallela, se non in direzione contraria, al bene comune della creatività giovanile. C’è una evidente mancanza di comunicazione tra chi produce e chi diffonde. Ti trovi d’accordo? Cosa si potrebbe fare per migliorare il rapporto?</strong></p>
<p>Non è mai chiaro se i contatti fra chi produce e chi diffonde manchino per ignoranza, per uno scarso contatto con la realtà underground. O ci sia, invece, al di sotto di tutto questo una ben precisa volontà di ignorare. Ciò che possiamo fare noi, come piccole e medie realtà locali, è unire le forze e le energie per guadagnare, col tempo, sempre più spazio ed attenzione. Chi la dura la vince!</p>
<p><strong>Un grande classico ormai di Compost. La battaglia al web 2.0. Vorrei chiudere quest’intervista chiedendoti, in qualità anche di esperta informatica, se e come abbia senso il nuovo mondo on line. Seconde vite e racconti presi per buoni, curiose amicizie a richiesta, geni e capolavori che spuntano come funghi. Che ne pensi? Oltre al forum, Genovatune è aggiornato ai nuovi standard di partecipazione popolare?</strong></p>
<p>Naturalmente si. Genovatune ha un suo myspace (www.myspace.com/genovatune) e più di 10.400 amici. Non mi pronuncio su Second Life &#8211; che trovo aberrante ed alienante -perciò mi limiterò a dire la mia sul mio spazio. E’ davvero così importante? Dipende. I nuovi luoghi di aggregazione virtuale sono importanti e di facile uso per promuovere le proprie iniziative. Per una realtà come la nostra, un luogo così fruibile come myspace ci ha permesso di venire a contatto in maniera molto diretta sia con artisti internazionali (i famosi artisti da Giappone e Canada, ed altre parti del mondo, come vi ho raccontato prima, che hanno richiesto recensioni ed interviste), sia con etichette discografiche ed agenzie di promozione, mediante le quali riceviamo costantemente nuovo materiale nazionale da recensire. Sono tutti contatti che un domani potrebbero tornare utili ancheper i “nostri” artisti: penso ad Inferno, il concorso musicale che organizziamo, fra i cui premi vi è proprio la possibilità di entrare in contatto con alcune etichette discografiche &#8211; alcune delle quali ci hanno conosciuto proprio grazie a myspace. Come artista e musicista, credo che myspace sia un gigantesco specchio per le allodole: fatto di utenti che si scambiano pacche sulle spalle virtuali, che lasciano commenti positivi sulla tua musica con la speranza di riceverne altrettanti, che ti fanno i complimenti anche senza aver ascoltato un solo secondo delle tue canzoni. Ed è molto difficile distinguere chi ti fa un apprezzamento sincero da chi invece lascia un commento solo per inerzia. Perciò, per chi si propone in questi termini, myspace va preso con le pinze: senza montarsi troppo la testa se si hanno migliaia di “amici” e si ricevono complimenti da sconosciuti quotidianamente. E lo stesso vale per i profili personali: ho visto persone “brutte” diventare belle, persone sole avere migliaia di amici. Alienarsi per una realtà che è solo virtuale e che sparisce appena spegni lo schermo del pc. A queste persone dico: uscite di casa. Andate in palestra. Andate a ballare. Ad un concerto. Miglioratevi nella vita vera, non con un ritocco su Photoshop, e siate voi stessi. Perchè ciò che conta è avere amici veri, non virtuali. Ribadisco, però, l’importanza di questi nuovi mezzi per farsi pubblicità e stringere contatti: cito sempre come esempio la nostra Marcella Garuzzo, la quale è riuscita a costruirsi un vero e proprio tour grazie a scambi date con altri cantautori conosciuti tramite myspace. Va assolutamente presa ad esempio. In conclusione: viva myspace, se usato con metodo e consapevolezza &#8211; e un pizzico di autocritica. Un po’ come per tutti gli strumenti informatici. Ps. Ricordatevi di addarci!</p>
<p>Matteo Casari</p>
<p><a href="http://www.disorderdrama.org/compost/pdf/cmpst_04.pdf">http://www.disorderdrama.org/compost/pdf/cmpst_04.pdf</a></p>
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		<title>Recensione su Artists and Bands</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ceannemckee</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Genova da sempre è culla di grandi cantautori e autori che per sempre hanno segnato la storia della musica nostrana (quando ancora, direbbe Montezemolo, la musica italiana era competitiva). Ceanne McKee, al secolo Chiara Ragnini, ha interamente prodotto, suonato, creato, masterizzato, pensato e tutti gli –ato necessari a produrre e post-produrre un album. È stato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=127&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Genova da sempre è culla di grandi cantautori e autori che per sempre hanno segnato la storia della musica nostrana (quando ancora, direbbe Montezemolo, la musica italiana era competitiva). Ceanne McKee, al secolo Chiara Ragnini, ha interamente prodotto, suonato, creato, masterizzato, pensato e tutti gli –ato necessari a produrre e post-produrre un album. È stato commovente pensare a ciò mentre lo ascoltavo.</p>
<p>Wonderland è un lavoro rock che sorride al pop, che guarda ai poeti italiani e al sound acustico stile americano. Unica pecca è forse l’eccessiva differenza fra i brani in italiano, che ricordano molto cantautrici italiane come Elisa, Carmen Consoli o Cristina Donà nei loro brani più pop (sullo stile sanremese per intenderci) e quelli in inglese, che ricordano invece Alannis Morrisette o Sheryl Crow con le loro atmosfere acustiche tipicamente americane. Sarebbe stato interessante riuscire a fondere meglio le due cose e vedere cosa veniva fuori, ma questo non toglie alla bellezza di questo album.<br />
Sarà l’intimità, la sensualità e la limpidezza, ma questo Wonderland colpisce molto. Non sarà certamente originale a livello musicale ma non mi sembra questo l’obbiettivo della cantautrice. I testi e le musiche ci accompagnano nella vita di una donna che ama la musica e non solo, ed è un peccato solo quando l’album finisce e a noi non rimane che ricominciarlo da capo e cercare nuovi colori e nuove sfumature che ad un primo ascolto magari erano rimaste nascoste.<br />
Molto interessanti sono in particolare: &#8220;All my pleasure&#8221; con una base in perfetto stile bossa nova e una voce incredibile per ampiezza e sfumature, quello che ho ascoltato è un brano che mi ha ricordato molto Elisa sia per il testo che per la musica e &#8220;Against the Sun&#8221; molto &#8220;americano&#8221; come impostazione, un brano di rara intimità che andrebbe ascoltato una infinità di volte per comprendere fino in fondo tutte le sfumature dell’arrangiamento. Complimenti.</p>
<p>70/100</p>
<p>Pol Campa</p>
<p><a href="http://www.artistsandbands.org/ita/modules/recensioni/detailfile.php?lid=1266">http://www.artistsandbands.org/ita/modules/recensioni/detailfile.php?lid=1266</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ceannemckee.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ceannemckee.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ceannemckee.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ceannemckee.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ceannemckee.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ceannemckee.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ceannemckee.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ceannemckee.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ceannemckee.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ceannemckee.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ceannemckee.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ceannemckee.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ceannemckee.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ceannemckee.wordpress.com/127/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ceannemckee.wordpress.com&amp;blog=7522249&amp;post=127&amp;subd=ceannemckee&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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